La guida pratica per chi deve affrontare questa situazione
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ti trovi in una situazione che non avresti mai immaginato di dover affrontare.
Tuo padre, tua madre — o entrambi — sono in una RSA. La retta costa tra i 1.800 e i 3.500 euro al mese. La pensione non basta. I risparmi si stanno esaurendo.
E l’unica soluzione rimasta, è quella che stai leggendo.
Quella casa. La casa dove sei cresciuto. La casa dei pranzi della domenica, delle feste di Natale, dei ricordi di una vita intera. Lo so. Non è facile nemmeno pensarci.
Ma se sei arrivato fin qui, significa che hai capito che devi farlo. E la domanda che ti stai facendo è semplice: come si fa?
Questa guida è per te.
Le domande che ti stai facendo (e a cui risponderò)
Prima di entrare nel dettaglio, lascia che ti dica una cosa: le domande che hai in testa sono le stesse che si fanno tutti quelli che si trovano nella tua situazione.
“Posso vendere la casa se mio padre/madre è ancora vivo?” Sì, nella maggior parte dei casi puoi. Ma dipende da alcune condizioni che vedremo tra poco.
“Serve qualche permesso speciale?” Dipende. Se il tuo genitore è lucido e può firmare, no — ma ti consiglio caldamente di fare una procura speciale notarile, dopo ci torniamo. Se non è più in grado di intendere e volere, sì — serve l’intervento di un Giudice.
“Quanto tempo ci vuole?” Da 2 a 6 mesi, a seconda della situazione documentale e della procedura necessaria.
“Quanto vale davvero quella casa?” Più di quanto pensi, se sai come valorizzarla. Meno di quanto speri, se la metti in vendita “così com’è”.
“Ce la posso fare da solo?” Puoi provarci. Ma ti consiglio di leggere tutto questo articolo prima di decidere.
Prima di tutto: in quale situazione ti trovi?
Non tutte le vendite “per RSA” sono uguali. Il percorso che dovrai seguire dipende da una domanda fondamentale:
Il tuo genitore è in grado di firmare un atto di vendita?
Da questa risposta dipende tutto il resto.
CASO 1: Il genitore è lucido e può firmare
Questa è la situazione più semplice dal punto di vista burocratico (non emotivo, quello è sempre complicato).
Se tuo padre o tua madre:
- È consapevole di quello che sta firmando
- Capisce che sta vendendo la sua casa
- Può recarsi dal notaio (o il notaio può andare da lui/lei)
Allora la vendita può procedere come una normale compravendita.
Cosa devi fare:
- Parlare con il genitore — Sembra ovvio, ma è il passaggio più difficile. Devi spiegargli perché è necessario vendere e ottenere il suo consenso.
- Raccogliere i documenti — Atto di proprietà, visure catastali, planimetrie, eventuali documenti condominiali. Se non sai dove sono, preparati a cercare.
- Verificare che tutto sia in regola — Qui casca l’asino. Molte case hanno piccole difformità catastali, abusi edilizi mai sanati, successioni non trascritte. Meglio scoprirlo prima che dopo.
- Valutare l’immobile — Non “a occhio” o “tot al metro quadro”. Serve una valutazione professionale basata su dati reali.
- Preparare la casa per la vendita — Lo so, è piena di mobili, ricordi, una vita intera. Ne parliamo dopo.
- Trovare un acquirente — E qui entra in gioco la strategia di vendita.
- Firmare il compromesso e poi il rogito — Con il tuo genitore presente (o rappresentato con procura).
Quanto tempo ci vuole?
- Se tutto è in ordine: 3-4 mesi
- Se ci sono documenti da sistemare: aggiungi 1-3 mesi
Un consiglio importante: la procura speciale notarile
C’è una cosa che vedo succedere troppo spesso, e che puoi evitare.
Inizi il percorso di vendita con tuo padre o tua madre che sta bene — magari un po’ acciaccato, ma lucido e in grado di firmare. Trovi l’acquirente, concordate il prezzo, fissate la data del rogito.
E poi, poche settimane prima dell’atto, succede qualcosa.
Un ictus. Una caduta. Un aggravamento improvviso. Il Parkinson che peggiora. L’artrite che blocca completamente le mani.
Il tuo genitore è ancora perfettamente lucido — capisce tutto, vuole vendere, è d’accordo su tutto — ma fisicamente non riesce più a tenere in mano una penna. O non può essere trasportato dal notaio. O è troppo debole per affrontare la firma di un atto.
A quel punto sei bloccato.
L’acquirente aspetta. Il notaio aspetta. La RSA continua a mandare le fatture. E tu non puoi fare niente perché, senza la firma del proprietario, non si vende.
La soluzione? Fare una procura speciale notarile PRIMA che serva.
La procura speciale a vendere è un atto con cui tuo padre o tua madre ti autorizza (o autorizza un’altra persona di fiducia) a vendere quella specifica casa al posto suo. Si fa dal notaio, costa qualche centinaio di euro, e richiede che il genitore sia presente e lucido al momento della firma.
Perché farla subito, anche se oggi non sembra necessaria:
- Se domani il tuo genitore non potrà più fisicamente firmare (per tremore, debolezza, paralisi), tu potrai comunque procedere con la vendita
- Se dovrà essere ricoverato e non potrà muoversi, non dovrai organizzare trasferte impossibili
- Se le sue condizioni peggioreranno rapidamente, avrai già lo strumento per agire
- Ti toglie un pensiero e ti dà sicurezza per tutto il percorso
Attenzione: La procura speciale funziona finché il tuo genitore mantiene la capacità di intendere e volere. Se dovesse perderla (per demenza, Alzheimer, o altre patologie che compromettono la lucidità mentale), la situazione cambia — e a quel punto potrebbe servire l’Amministratore di Sostegno. Ne parliamo nel Caso 2.
Ma per tutti gli impedimenti fisici — mani che non stringono la penna, impossibilità di spostarsi, debolezza estrema — la procura speciale è la tua rete di sicurezza.
Il mio consiglio: se stai iniziando un percorso di vendita con un genitore anziano, anche se oggi sta bene, parlane con lui e valutate insieme di fare questa procura. È una forma di tutela per entrambi. Non significa che non ti fidi di lui o che pensi il peggio — significa che state affrontando la situazione da adulti, con lungimiranza.
CASO 2: Il genitore non è lucido ma non c’è ancora un Amministratore di Sostegno
Questa è la situazione più comune — e la più delicata.
Il tuo genitore ha l’Alzheimer, una demenza, o comunque non è più in grado di prendere decisioni consapevoli sulla vendita della casa.
Cosa NON puoi fare:
- ❌ Vendere la casa al posto suo
- ❌ Firmare tu al posto suo
- ❌ Usare una vecchia procura generica
E la procura speciale a vendere?
Qui dobbiamo fare una distinzione importante.
Se la procura speciale è stata fatta PRIMA che il tuo genitore perdesse la lucidità mentale, la situazione è delicata. Dal punto di vista strettamente legale, la procura non si estingue automaticamente con la perdita di capacità del mandante — ma nella pratica, molti notai sono (giustamente) prudenti.
Se è evidente che il proprietario non è più in grado di intendere e volere, il notaio potrebbe rifiutarsi di rogitare basandosi solo sulla procura, per tutelare tutte le parti coinvolte. E se successivamente venisse aperta una procedura di Amministrazione di Sostegno, il Giudice potrebbe revocare la procura o mettere in discussione gli atti compiuti.
Il mio consiglio: se il tuo genitore ha già perso la capacità di intendere e volere, anche se hai una procura, la strada più sicura è comunque richiedere l’Amministrazione di Sostegno. È più lunga, ma ti mette al riparo da qualsiasi contestazione futura.
Cosa DEVI fare: Richiedere la nomina di un Amministratore di Sostegno al Giudice Tutelare.
L’Amministratore di Sostegno (spesso sei proprio tu, il figlio) è una figura che viene autorizzata dal Giudice a compiere determinati atti al posto della persona che non può più farlo da sola.
Come si fa:
- Presentare ricorso al Tribunale — Serve un avvocato oppure puoi farlo da solo con i moduli del Tribunale. Ti consiglio la prima opzione.
- Attendere l’udienza — Il Giudice ti convocherà, ascolterà la situazione, e deciderà se nominare l’AdS e con quali poteri.
- Ottenere la nomina — Da questo momento sei ufficialmente AdS.
- Chiedere l’autorizzazione alla vendita — Attenzione: essere AdS non significa poter vendere automaticamente. Serve un’altra autorizzazione specifica del Giudice per vendere l’immobile.
- Procedere con la vendita — Una volta autorizzato, puoi vendere.
Quanto tempo ci vuole?
- Per la nomina AdS: 1-3 mesi
- Per l’autorizzazione alla vendita: 2-8 settimane
- Per la vendita vera e propria: 3-4 mesi
- Totale: 5-9 mesi (in media)
CASO 3: Esiste già un Amministratore di Sostegno
Se l’AdS è già stato nominato (magari sei tu, magari è un altro familiare, magari è un professionista), il percorso è più veloce.
Cosa devi fare:
- Verificare i poteri dell’AdS — Nel decreto di nomina sono specificati i poteri. Controlla se include la possibilità di vendere immobili o se serve un’autorizzazione specifica.
- Chiedere l’autorizzazione al Giudice — Quasi sempre serve. Devi presentare un’istanza con la valutazione dell’immobile e le motivazioni della vendita.
Importante sulla valutazione:
Il Giudice Tutelare vuole essere certo che il prezzo di vendita sia congruo, cioè che tu non stia svendendo il patrimonio del beneficiario. Per questo la valutazione deve essere fatta da un professionista abilitato:
- Geometra
- Ingegnere
- Architetto
- Agente immobiliare iscritto al ruolo
Non basta una stima “fatta in casa” o basata su quello che dice il vicino.
Un errore da evitare: sbagliare la valutazione iniziale. Se presenti al Giudice una stima troppo alta e poi non riesci a vendere a quel prezzo, dovrai rifare la perizia e ripresentare l’istanza. Questo può costarti da uno a tre mesi di tempo — mesi in cui la RSA continua a mandare fatture.
- Attendere l’autorizzazione — Il Giudice verificherà che il prezzo sia congruo e che la vendita sia nell’interesse del beneficiario.
- Procedere con la vendita — Con tutti i documenti in regola.
Quanto tempo ci vuole?
- Per l’autorizzazione: 2-8 settimane
- Per la vendita: 3-4 mesi
- Totale: 4-6 mesi
CASO 4: Ci sono più figli e non siete d’accordo
Questo non è un caso burocratico, è un caso umano. E purtroppo è frequentissimo.
Situazioni tipiche:
- Un fratello vuole vendere subito, l’altro vuole aspettare
- Disaccordo sul prezzo (“mamma diceva che valeva almeno…”)
- Un fratello fa tutto, gli altri criticano
- Vecchi rancori familiari che riemergono
Cosa devi sapere:
- Se la casa è intestata al genitore (ancora vivo), i figli non hanno voce in capitolo sulla vendita. Decide il proprietario (o l’AdS).
- Se la casa è già in successione (genitore deceduto), servono le firme di TUTTI gli eredi per vendere.
- I conflitti familiari sono la prima causa di vendite bloccate per mesi o anni.
Cosa puoi fare:
- Cercare un mediatore (può essere l’agente immobiliare, un avvocato, un familiare “neutrale”)
- Mettere per iscritto gli accordi
- Stabilire regole chiare su chi decide cosa
- In casi estremi, rivolgersi a un giudice per la divisione
I documenti che ti servono
Prima di mettere in vendita la casa, devi assicurarti di avere (o di poter recuperare) questi documenti:
Documenti essenziali:
- ✅ Atto di proprietà (o atto di provenienza)
- ✅ Visura catastale aggiornata
- ✅ Planimetria catastale
- ✅ Certificato di abitabilità/agibilità
- ✅ APE (Attestato di Prestazione Energetica)
- ✅ Eventuali atti di successione, anche precedenti
Documenti condominiali (se è un appartamento):
- ✅ Regolamento condominiale
- ✅ Ultimi verbali di assemblea
- ✅ Situazione spese condominiali
- ✅ Eventuali delibere su lavori straordinari
Documenti urbanistici:
- ✅ Permesso di costruire originale e progetti approvati
- ✅ Eventuali condoni edilizi
- ✅ Certificato di conformità urbanistica (obbligatorio in alcune Regioni)
Il problema nascosto:
Nel 70% delle case che vedo, c’è almeno una difformità tra lo stato reale e i documenti. Una parete spostata, una finestra chiusa, un bagno aggiunto.
Queste difformità vanno sanate PRIMA di vendere. Altrimenti il notaio non stipula l’atto.
Meglio scoprirlo all’inizio, quando puoi impiegare i mesi che servono per sistemare i documenti.
La casa è piena di roba. Cosa faccio?
Questa è una delle domande più frequenti. E una delle più dolorose.
La casa dei tuoi genitori è probabilmente piena di:
- Mobili di 40-50 anni
- Oggetti accumulati in una vita
- Ricordi, foto, cimeli
- Vestiti, biancheria, stoviglie
- Cantine e garage stracolmi
La verità è questa: una casa piena di oggetti si vende peggio, a un prezzo più basso e soprattutto in molto più tempo.
Non perché gli oggetti tolgano valore, ma perché impediscono all’acquirente di immaginare la SUA vita in quella casa.
Cosa fare:
1. Dividi in categorie
- Cose da tenere (ricordi importanti, oggetti di valore)
- Cose da regalare (a familiari, amici, associazioni)
- Cose da buttare (sii onesto: la maggior parte)
- Cose da vendere (mobili vintage, oggetti di antiquariato)
2. Non fare tutto da solo
- Coinvolgi i fratelli (se possibile)
- Chiedi aiuto ad amici
- Valuta un servizio di sgombero professionale
3. Prenditi il tempo che serve
- Non è un lavoro da fare in un weekend
- È emotivamente pesante
- Fai pause quando ne hai bisogno
4. Non buttare niente senza controllare
- Documenti importanti nascosti nei cassetti
- Contanti nascosti (succede più spesso di quanto pensi)
- Gioielli dimenticati
Un’alternativa: in alcuni casi, si può vendere la casa “con tutto dentro”. Costa meno, ma elimina lo stress dello sgombero. Dipende dalla situazione.
Se tutto questo ti sembra troppo: posso occuparmene io. Ho una rete di professionisti di fiducia per lo sgombero, la pulizia, lo smaltimento. Coordino tutto io, tu devi solo dirmi cosa vuoi tenere. È uno dei servizi che offro a chi deve vendere casa in situazioni come la tua — perché so che hai già abbastanza a cui pensare.
Quanto vale davvero la casa?
Questa è LA domanda. E la risposta non è “tot al metro quadro”.
Il valore di una casa dipende da decine di fattori, tutti collegati tra di loro:
- Posizione e piano
- Stato di manutenzione
- Luminosità e esposizione
- Conformità dei documenti
- Situazione del mercato locale
- Chi sta cercando casa in questo momento
Gli errori più comuni nella valutazione:
1. Basarsi sul prezzo di acquisto “L’abbiamo pagata 100 milioni di lire nel 1985, quindi oggi vale almeno 150.000 euro.” No. Il mercato è in continuo cambiamento. Sale lentamente in una situazione di stabilità economica nazionale, e scende velocemente a seguito di eventi economici e non.
2. Confrontare con l’annuncio del vicino “Il vicino ha messo in vendita a 200.000, la nostra è più bella quindi vale 220.000.” Sbagliato. I prezzi degli annunci non sono i prezzi di vendita.
3. Affidarsi al “sentito dire” “Mi hanno detto che in questa zona si vende a 1.500 al metro quadro.” Chi te l’ha detto? Sulla base di cosa?
4. Sopravvalutare per “margine di trattativa” “Chiedo 180.000 così poi tratto e arrivo a 150.000.” Non funziona. Un prezzo troppo alto allontana gli acquirenti e allunga i tempi.
Come si fa una valutazione seria:
- Analisi delle compravendite reali nella zona (non annunci sparsi in tutta la città e di immobili solo un po’ simili — devi considerare le vendite affini, quelle che il tuo compratore potrebbe scegliere al posto di casa tua)
- Confronto con immobili simili venduti negli ultimi 6-12 mesi
- Valutazione dello stato specifico dell’immobile
- Considerazione dei documenti e delle eventuali difformità
Gli errori da evitare assolutamente
In 20 anni di lavoro ho visto ripetere sempre gli stessi errori. Eccoli, così puoi evitarli:
1. Mettere in vendita prima di verificare i documenti Scopri che manca qualcosa quando hai già un acquirente. Lui si stanca di aspettare e sparisce. Tu perdi mesi. Questo nei casi migliori. Troppo spesso succede di non poter vendere dopo aver firmato un preliminare di vendita. In quel caso il non poter vendere potrebbe equivalere a un danno economico pari almeno al doppio della caparra.
2. Scegliere l’agente che valuta di più Alcuni agenti sopravvalutano per prendere l’incarico. Risultato: la casa resta invenduta per mesi, poi devi abbassare il prezzo (e sembri disperato).
2.1 Scegliere l’agente che valuta di meno Perché non prepara la casa a mostrare il suo meglio. In questo caso, sembra paradossale, ma il danno non è tanto incassare di meno, quanto che servirà molto più tempo per vendere una casa non preparata.
3. Mettere un prezzo “tanto per provare” “Se qualcuno la vuole a questo prezzo bene, sennò abbasso.” Sbagliato. Le prime settimane sono le migliori, quando casa rappresenta una novità per chi la sta cercando da mesi. Un prezzo sbagliato brucia il miglior realizzo.
4. Fare le foto con il telefono Le foto sono il primo (e spesso unico) contatto con gli acquirenti. Foto brutte = nessuna visita.
5. Non preparare la casa Una casa piena di mobili vecchi, con odori strani, con crepe non sistemate, si vende male e si svende. Sì, lo so. A te si illuminano gli occhi ogni volta che ci entri, ma per chi la vede per la prima volta è diverso. La prima impressione conta più di quanto ti immagini.
6. Avere fretta (e farlo vedere) L’acquirente che capisce che hai urgenza tratterà di più. Ma anche qui, la perdita economica non è il danno maggiore. Installerai il dubbio che ci sia qualcosa che non va nell’acquirente, che intanto avrà altre case da vedere — e da scegliere.
7. Non comunicare tra fratelli Arrivate all’offerta e scoprite che non siete d’accordo. L’acquirente sparisce. Avete perso tutti.
Quanto tempo ci vuole davvero?
Dipende dalla situazione di partenza. Ecco una stima realistica:
Se tutto è in ordine (documenti ok, genitore può firmare, fratelli d’accordo): → 3-4 mesi
Se servono sistemazioni documentali: → 4-6 mesi
Se serve nominare un Amministratore di Sostegno: → 6-9 mesi
Se ci sono conflitti familiari: → Impossibile stimare. Ho visto case bloccate per anni.
Consiglio: inizia a muoverti PRIMA che i soldi finiscano. La fretta, il bisogno, è il peggior nemico della vendita.
Come posso aiutarti
Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai capito due cose:
- Non è semplice come pensavi
- Non devi per forza fare tutto da solo
Mi chiamo Giacomo Brandi e da più di 20 anni aiuto le persone a vendere casa a Foligno. Ho gestito decine di situazioni come la tua — case da vendere per pagare la RSA, con genitori anziani, fratelli lontani, documenti da sistemare, case diventate dei magazzini.
Cosa posso fare per te:
- Verificare i documenti prima di partire, così sai subito se ci sono problemi
- Valutare la casa con un metodo basato su dati reali, non su sensazioni
- Prepararla per la vendita anche se è piena di mobili e ricordi — coordino io sgombero, pulizia e tutto il resto
- Gestire la vendita a distanza se non puoi essere presente
- Coordinare i professionisti necessari (geometra, notaio, avvocato se serve)
- Tenerti aggiornato passo dopo passo, senza sorprese
Non ti prometterò di vendere in una settimana. Ti prometterò di fare le cose per bene, con i tempi giusti, senza svenderla.
Il primo passo
Se vuoi capire come muoverti nella tua situazione specifica, chiamami per una consulenza gratuita.
Non ti chiederò di firmare niente. Parleremo della tua situazione, dei documenti che hai, dei tempi possibili. E alla fine avrai le idee più chiare su cosa fare.
Anche se poi deciderai di non affidarti a me.
Chiamami al 320 41 09 595
Oppure vieni a trovarmi in sede: Via Cipriano Piccolpasso, 4A — Foligno
Giacomo Brandi Agente immobiliare a Foligno dal 2005 Sistema di Vendita Garantita CASA120
P.S. Se stai rimandando questa decisione perché emotivamente è troppo pesante, ti capisco. Ma ogni mese che passa costa soldi — la retta della RSA, le spese di una casa vuota, il valore che si perde. Quando sei pronto, io ci sono.