- Alla cassa del supermercato, hai mai chiesto uno sconto sulle tagliatelle?
- Sul giornale?
- Sul caffè?
Come dici? No! Non ti è mai venuto in mente di farlo!
- E al parchimetro?
- Sull’abbonamento Netflix?
- Il biglietto del treno?
- Il pedaggio al casello?
- La tachipirina in farmacia?
Ancora no. Però è strano, dai…
- Col meccanico mentre eri fermo in autostrada, cofano aperto, cento macchine che ti sfrecciano accanto?
- Col dentista, quando quel dente pulsava come un martello pneumatico e avresti chiamato chiunque pur di farlo smettere?
- Con l’idraulico mentre la lavatrice stava allagando il bagno?
E dai, ancora No? Mica va bene così, però…
- Dal cardiologo, dopo che aveva guardato il tuo elettrocardiogramma con quella faccia?
- Dal chirurgo il giorno prima dell’operazione?
- Dall’anestesista mentre firmavi il consenso?
Mai, nemmeno lì. Una volta che fosse una!
Eppure sul prezzo di casa, bisogna trattare. Sempre.
In più di una persona, che sia un venditore o un compratore, l’ho percepito quasi offensivo, il non farlo.
Ma questa legge non scritta, imperitura, tramandata di generazione in generazione — da dove caspita viene? Come ci siamo arrivati a dover trattare per forza il prezzo di casa?
Proviamo a ragionarci un pò sopra, magari arriviamo a darci una spiegazione.
Quando una casa rimane ferma per mesi, il proprietario si sente costantemente spinto ad abbassarne il prezzo, ogni settimana, con la spiegazione più comoda che ci sia: “Non si vende, Il mercato non tira più. La gente non ha soldi. Bisogna essere realistici.”
È una spiegazione comoda perché toglie responsabilità a tutti. All’agente, al proprietario, al sistema.
Il problema è che non è vera.
O meglio: è vera solo in assenza di un sistema. E qui attenzione — tutti possono dire di avere un metodo, specialmente se hanno un Marchio attaccato alla vetrina e un depliant patinato. Non intendo quello.
Intendo un sistema che fonde scienza della comunicazione, il marketing, la negoziazione e le migliori tecniche immobiliari in un percorso preciso — che porta la casa dal giorno del mandato al rogito, nel minor tempo possibile, evitando tutte le buche possibili immaginabili che lastricano le nostre strada.
Quando quel sistema manca, il meccanismo è sempre lo stesso: la casa viene messa sul mercato senza una valutazione comparativa, senza preparazione, senza una storia da raccontare, senza un piano per raggiungere le persone giuste al momento giusto, senza risolvere le immancabili complicazioni all’Italiana onnipresenti. E a quel punto l’unica leva che rimane è abbassare il prezzo. Lo abbassi finché non arriva qualcuno e se la compra nonostante tutto.
Non è una strategia. Cioè, si, lo è anche questa, ma è la strategia del pescivendolo sul far della sera.
Ecco cosa succede davvero quando manca tutto questo.
Se hai già venduto casa, sai che questa scena è tratta da una storia vera.
Un agente arriva a casa tua per la valutazione. Gira per le stanze, guarda gli angoli (giuro, non so perché, ma lo facciamo sempre), misura qualcosa (forse, ma molto forse) e annuisce. Poi ti snocciola, a mente, i prezzi al metro quadro della zona e ti dice un numero.
Una stretta di mano e casa va sui portali con le foto fatte li per li con il telefono. Poco importa di come si trova casa in quel momento — poco importa se sembra che ci sia esploso un trasloco. Foto, annuncio con una descrizione generica che potrebbe essere di qualsiasi casa in qualsiasi città e si parte con la:
Vigile Attesa.
E si aspetta, in due.
Se arrivano richieste, bene. Se non arrivano, o se non arrivano offerte sensate, parte la strategia del ribasso. Se non basta una volta, stessa storia, stesso giro (al ribasso).
In questo schema, la trattabilità non è un problema: è la norma già programmata.
Hai messo in competizione casa con altre due o trecento case simili, senza darle nessun motivo per essere scelta.
A quel punto l’acquirente confronta solo una cosa: il prezzo. E chi ha il prezzo più basso vince.
Questo non è vendere. Non so bene cosa sia, ma non è vendere…
Fabiola Bosi aveva già sentito diversi agenti prima di chiamarmi.
Ognuno aveva fatto la stessa cosa: guardato i metri quadri, controllato i prezzi della zona, proposto un numero. Nessuno aveva guardato davvero la casa. Nessuno si era chiesto cosa la rendesse diversa, in cosa era migliore delle altre, e come poteva essere valorizzata – cosa avrebbe fatto dire a un acquirente “questa è quella giusta.”
Quando abbiamo cominciato a lavorare insieme, abbiamo fatto una cosa semplice ma che quasi nessuno fa: abbiamo smesso di parlare di metri quadri e abbiamo iniziato a parlare di valore, di benefici e vantaggi per il prossimo proprietario.
Ogni angolo della casa, ogni caratteristica, ogni punto di forza — tutto è diventato parte di una storia da raccontare alla persona giusta.
Poi abbiamo preparato la casa per le visite. Curato le foto. Costruito una campagna sui social, organizzato un Open House.
Ci sono voluti 25 giorni per preparare tutto questo.
Poi altri quattro giorni per vendere, si hai letto bene — al prezzo che Fabiola aveva chiesto, senza sconti.
Prima di partire, avevamo messo in conto quattro mesi.
Queste sono le sue parole, non le mie: “Finalmente sono usciti fuori tutti i punti di forza che fino ad allora non erano stati presi in considerazione, perché altri venditori si basavano soltanto sul rapporto €/mt quadrato.”
La trattabilità sparisce quando si applica un sistema creato per vendere.
Pensa all’ultimo acquisto che hai fatto senza guardare il prezzo. Qualcosa che desideravi davvero — un corso per tuo figlio, lo specialista medico che finalmente sapeva risolvere quel problema che nessun altro riusciva a capire, il viaggio che aspettavi da anni.
In quei casi il prezzo era l’ultima cosa che guardavi. O meglio: lo guardavi, ma solo per capire se potevi permetterlo.
Con la casa funziona esattamente così. Quando un acquirente trova quella casa — quella che corrisponde a quella che cercava, presentata nel modo giusto, con le informazioni giuste — la trattativa diventa marginale. L’unica cosa che vuole, è on farsela sfuggire, non farla comprare ad altri. Non perché sei stato bravo a resistere. Ma perché hai tolto all’acquirente il motivo per trattare.
Non è magia. È un sistema.
Quello che faccio con ogni casa che prendo in carico segue sempre lo stesso percorso: analisi del mercato reale con dati verificati, preparazione dell’immobile, costruzione di una storia per l’acquirente ideale, campagna marketing mirata, selezione dell’acquirente.
Non metto la casa sui portali sperando che qualcuno chiami. Costruisco le condizioni perché l’acquirente giusto arrivi già consapevole di aver trovato quello che cercava.
In circa il 75% dei casi i miei clienti vendono con uno sconto medio del 4%, o meno.
La verità scomoda è questa: la trattativa obbligatoria non esiste. Esiste l’assenza di marketing.
Se stai pensando di vendere
Se hai già sentito qualche agente e ti hanno parlato subito di “essere realistici sul prezzo” — fermati un momento.
Prima di accettare il ribasso come inevitabile, vale la pena capire se la tua casa è stata davvero valorizzata, o se è stata semplicemente messa in vendita.
Sono disponibile per una consulenza gratuita. Niente pressioni, niente impegni. Guardi com’è il mercato oggi a Foligno, capisci cosa si può fare con la tua casa, poi decidi tu.
📞 320 41 09 595 — oppure vieni in studio: Via Cipriano Piccolpasso 4A, Foligno.


