Categoria: Vendere casa ereditata

  • Ogni casa ha il suo compratore: ecco la storia della vendita di una villa Liberty ereditata, ferma sul mercato per anni.

    Ogni casa ha il suo compratore: ecco la storia della vendita di una villa Liberty ereditata, ferma sul mercato per anni.

    C’era una volta una villa Liberty, riempita di luce da finestre spilungone, scaldata da freschi affreschi, e scalata da ferrose scale rampanti. Sembra l’inizio di una fiaba dal lieto fine, e invece, a una certa, assomigliava più al cigno che regredisce, di brutto, a un brutto anatroccolo.

    Questa è la sua storia. Di come è rinata vivendo con una nuova famiglia, e tutti siamo (ma con moderazione è…) diventati più contenti e felici, nonostante i remi che arrivavano contro fitti fitti.

    Fine della strana poesia. Passiamo ai crudi, ops, ai nudi fatti.

    Questa è il racconto della vendita di una villa in stile Liberty sotto ai Canapè, a Foligno. Disabitata da tanto, col giardino non curato da anni e i segni del tempo sui muri. Era in vendita da qualche anno, passando di mano tra diverse agenzie — spesso più d’una in contemporanea. Tutte avevano pubblicato annunci con foto fatte col cellulare, mostrando la casa così com’era. Nessuno si era posto la domanda fondamentale: a chi può piacere davvero questa casa? Nessuno si fa mai questa domanda, ma mai mai mai.

    Attenzione. Sembra complicato capire quale tipo di persona se ne innamorerà così tanto da comprarla, ma è più semplice di quello che pensi. Più avanti ne parliamo.

    Il mito della casa che piace a tutti

    C’è una convinzione diffusa nell’immobiliare: più persone vedono una casa, maggiori sono le probabilità di vendere. È un ragionamento che sembra logico, vero? Ed è in questo preciso punto che le fregnacce assurgono al rango di vera verità. Una bugia, per salire al rango di vera verità, deve essere verosimile. “Più gente vede la casa, più è facile venderla” suona molto bene, vero?

    Purtroppo dietro al desiderio che una casa piaccia a più persone possibili si nasconde una pillola amara da ingoiare. Se piace a tutti non piacerà mai a nessuno così tanto da fargli firmare un contratto di mutuo ventennale, o trentennale.

    “Giacomo, allora perché viene ripetuto da tutti ?”

    Bella domanda. La risposta è che siamo programmati per SEMPLIFICARE. Il nostro pilota automatico, settato nella notte dei tempi per sopravvivere, è rimasto in funzione per così tanto tempo che oggi non sappiamo spegnerlo. Di quando passavamo il tempo a correre nella savana a caccia della preda che ci avrebbe fatto sopravvivere altri tre giorni, o a fuggire per non diventare noi stessi prede masticate. O semplificavi le decisioni, agendo rapidamente, o ciccia alla ciccia.

    Ogni immobile possiede un carattere. Così come ogni persona ha una propria personalità, anche le case hanno un carattere proprio. Una villa Liberty con i suoi volumi generosi, le modanature, i soffitti alti, può far risuonare solo corde precise.

    • Non è la casa per chi cerca il minimalismo contemporaneo.
    • Non è l’appartamento per chi vuole tutto su un piano.
    • Non è la casa di un contabile, di un revisore dei conti, o di un ingegnere.

    È la casa di chi si nutre del bello, l’arte e la creatività, e ne fa una ragione di vita. Di chi entra in una stanza e prima di chiedersi quanto costa il riscaldamento, alza lo sguardo affascinato, attratto dal soffitto a cassettoni. Di chi vede una scala in ferro battuto e non pensa “scomoda”, ma “che meraviglia”. Di chi preferisce l’imperfezione autentica alla perfezione anonima.

    È la dimora di chi si riconosce in un’architettura d’epoca, e per questo è disposto a investire nel suo restauro conservativo, per chi cerca spazi da vivere con una certa idea di bellezza.

    Trovare il compratore giusto significa proprio questo: capire chi è la persona a cui quella casa farà battere il cuore e togliere tutto ciò che c’è di superfluo che può distrarlo.

    L’acquisto di una casa è un atto emotivo

    La psicologia comportamentale ci svela qualcosa di sorprendente su come girano le nostre rotelline, su come decidiamo di acquistare, e — ancora più importante — su come decidiamo di NON acquistare.

    Quando compriamo, che si tratti di un oggetto o di una casa, la sequenza non è quella che crediamo.

    Ci piace credere che prima analizziamo razionalmente e poi decidiamo. Accade esattamente il contrario: decidiamo emotivamente, poi ci diamo una giustificazione razionale.

    Ci innamoriamo di una casa. Sentiamo che è quella giusta. Solo dopo andiamo a verificare se ce la possiamo permettere, se ci sono difformità catastali, se il venditore è legittimato a vendere. Ma la scintilla iniziale è sempre emotiva.

    Ecco perché è fondamentale che l’immobile parli alle corde giuste. Se mostri una villa Liberty, cercando di farla sembrare quello che non è, non farà scattare nessuna molla, nessun click. O meglio, il click sarà per “bella, ci penso e le faccio sapere”, e via come una nave nella notte.

    Se poi la vuoi far vedere alla massa dei compratori, ossia chi cerca il classico appartamento, non solo non venderai: creerai frustrazione. Frustrazione.

    Se invece prepari casa ad incontrare la persona giusta — quella che entra e sente subito di essere a casa — il più è fatto.

    Cosa significa in pratica trovare il compratore giusto

    Identificare chi può davvero innamorarsi di una casa non è un esercizio teorico. Sono “cose” da fare in ogni fase della vendita.

    La regola d’oro: Togliere. La villa di Delfina era rimasta quasi com’era quando l’hanno lasciata da sola. Il giardino era incolto. Gli intonaci dei locali al piano terra si erano deteriorati. C’erano macchie sui muri dentro casa che raccontavano di infiltrazioni risolte da anni, ma mai cancellate. C’erano mobili e arredi appoggiati così, a caso.

    Prima di qualsiasi foto, è stato necessario un lavoro di preparazione: pulizia, imbiancatura, cura del verde, sistemazione dell’arredamento.

    Togliere macchie, togliere erba, togliere lo sporco, togliere il disordine.

    Chi entra, sin dal primo passo, deve vedercisi vivere. Se gli spazi sono saturi di oggetti, personalizzazioni eccessive e varie cose dubbiose, il sogno vivido di vivere lì non si accenderà. Il grillo parlante ciarlerà così tanto da parlare sopra a qualsiasi altra cosa.

    Le foto scattate col cellulare, senza criterio, comunicano disordine. Non tanto fisico, quanto emotivo e comunicativo. Per la villa Liberty sono state necessarie tre sessioni di riprese fotografiche e virtual tour. Ogni volta mi mancava un’angolazione, un dettaglio trascurato, una resa che non mi soddisfaceva. Il lavoro certosino ha richiesto tempo, ma era indispensabile per raccontare l’immobile nel modo giusto.

    Sulla strategia di vendita. Non tutti gli immobili si prestano alle stesse modalità. L’Open House, ad esempio, funziona in certi contesti e in altri no. Per questa villa, col senno di poi, non era la formula ideale. Ma ogni esperienza insegna qualcosa, e alla fine l’immobile è stato venduto superando anche alcune complessità burocratiche emerse nel percorso.

    La vendita di case ereditate presenta caratteristiche tutte sue, diverse dalla vendita di case abitate. Spesso arrivano sul mercato cariche di storia ma anche di tempo che si è stratificato ammassando mobili e oggetti a mo di magazzino e trascurandone la manutenzione. Sono state vissute con gusti e abitudini di un’altra epoca, poi disabitate per anni in attesa che gli eredi trovassero una quadra.

    Chi si occupa della vendita, l’agente immobiliare, di solito non le conosce davvero. Non le ha abitate, non ne percepisce il potenziale, vede solo i problemi. Chi le compra, dall’altra parte, fatica a guardare oltre la superficie (e perché mai dovrebbe).

    Il lavoro dell’agente immobiliare, in questi casi, è duplice:

    • da un lato preparare l’immobile affinché mostri ciò che può diventare;
    • dall’altro individuare le persone capaci di amare quella trasformazione.

    Il lieto fine

    A vendita conclusa, Delfina ha scritto queste parole, che mi emozionano ogni volta che le leggo, anche adesso (e di cui ti sarò sempre grato):

    «La cosa più importante della vita è la scelta del mestiere.

    Giacomo il suo l’ha scelto consapevole di metterci la passione e la professionalità. Io aggiungo anche l’onestà, che quando manca impedisce di raggiungere gli scopi.

    La sua visione ottimistica della vita sconfigge il pessimismo di chi ormai si è arreso e ha perso ogni speranza di vendere casa. Giacomo è sempre pronto a dire “tutto andrà bene”, e così quella spaventosa riconciliazione col destino che si chiama rassegnazione con Giacomo scompare per cedere il posto alla soddisfazione, che io ora condivido con lui.

    Grazie infinite, mi hai ridato la gioia di vivere. Ti aspetto per un brindisi nella mia zona, intanto metto in frigo la bottiglia.»

    Il brutto anatroccolo era tornato cigno.

    Se desideri vendere una casa e non sai da dove cominciare,

    puoi partire da qui:

    ☞ Scarica “A Rigor di Rogito”, la guida gratuita per vendere casa senza cadere nei soliti errori: giacomobrandi.com/a-rigor-di-rogito

    ☞ Leggi cosa dicono di me i miei clienti, molti dei quali hanno venduto case ereditate: giacomobrandi.com/testimonianze

    ☞ Lascia i tuoi dati e ti chiamerò personalmente per capire la tua situazione: giacomobrandi.com/contatti

    Non ti chiederò di “lasciare la casa così com’è”. Ti chiederò di fidarti.

    A presto, Giacomo Brandi

  • Non è una casa qualsiasi, è la tua storia: come vendere a Foligno la casa dei tuoi senza che calpestarne la memoria.

    Non è una casa qualsiasi, è la tua storia: come vendere a Foligno la casa dei tuoi senza che calpestarne la memoria.

    Ecco le due vendite del 2012 e del 2016 da cui è nato il sistema per valorizzarle la vendita di case ereditate a Foligno.

    Ferme per mesi, nessuno andava oltre la prima visita. Poi, stessa casa, stesso prezzo, stesso mercato, ma vendute in tre appuntamenti. Ecco cosa ho cambiato.

    Nel 2012 presi in vendita un appartamento in via Oslavia. Era una casa ereditata, ancora occupata dagli affittuari.

    Feci quello che si fa sempre: foto, annuncio, appuntamenti. Il risultato? Zero. Ogni visita finiva con un “ci pensiamo” — che tradotto significa “no grazie”.

    Quando finalmente gli inquilini uscirono, la casa divenne un foglio bianco. La preparai, la sistemai, la presentai in modo completamente diverso.

    Vendita al terzo appuntamento.

    Stessa casa. Stesso prezzo. Stesso mercato. L’unica differenza era come l’avevo preparata, e presentata sia negli annunci che di persona.

    Quel giorno iniziai a capire una cosa che anni dopo avrebbe cambiato per sempre il mio modo di lavorare: le case ereditate non si vendono come tutte le altre. E non è solo perché una casa disabitata si valorizza meglio di una abitata.

    Per farlo dovetti aspettare un caso simile.

    La casa che non riusciva ad essere venduta

    Nel 2015 un collega che lavorava con me prese in vendita una casa che i proprietari avevano ereditato. Loro non potevano occuparsi di sistemarla, e così il collega seguì il solito copione: foto, pubblicità e appuntamenti.

    Il risultato? Appuntamenti che non portavano a nulla. Visite sterili. Nessuna proposta.

    Quando quel collega scelse di seguire un’altra strada professionale, presi in mano la vendita di quella casa e capii che dovevo fare qualcosa di diverso.

    Cominciai a sistemarla. Con calma e con gli scatoloni per i traslochi. Con attenzione, facendo un angolo alla volta. Con rispetto sia di chi ci aveva abitato e sia di chi ci sarebbe entrato.

    Non si trattava solo di spostare mobili o fare ordine. Si trattava di trasformare quello spazio, di alleggerirlo, di prepararlo ad essere visto con occhi nuovi.

    Ci misi tempo. Molta cura. Ricordo ancora che mentre lavoravo dentro quella casa sentii una scossa di terremoto, una di quelle scosse di assestamento del 2016. Ma andai avanti.

    La casa si trasformò completamente. Rifeci le foto e l’annuncio da capo.

    Al terzo appuntamento arrivò lei. La persona giusta, che ancora oggi ama quella casa.

    Entrare, tornare, in una casa ereditata, non è come entrare in una casa come le altre. È un luogo fatto di ricordi, di amore, magari anche di qualche dissapore, di esperienze indelebili che hanno modellato la tua vita, ricordi che non puoi più cambiare.

    Ecco il punto: in questa situazione, tu non sarai mai del tutto lucido. Non puoi esserlo. Non riesci a guardare quella casa con gli occhi di chi la vede per la prima volta, e deve innamorarsene per comprarla, perché per te non è “una casa”, è La Casa di mamma, di papà, dei nonni.

    È normale. È umano, lo so in prima persona. Non riesci a valutare con distacco cosa funziona e cosa no, cosa attira e cosa respinge. E non riesci nemmeno a pianificare con freddezza una strategia di vendita, perché ogni decisione passa attraverso un filtro emotivo che distorce tutto.

    Serve qualcuno che sappia farlo al posto tuo: qualcuno che conosca queste dinamiche, che sappia leggere la casa con occhi professionali, e che abbia un metodo preciso per farla vedere agli occhi dei suoi prossimi proprietari come casa loro.

    “Lasciala così, non ti preoccupare”

    Questa è la frase che ultimamente sento più spesso da chi viene da me dopo aver parlato con altre agenzie.

    • “Lasciala così com’è, tanto la gente capisce.”
    • “Non serve fare niente, mettiamo le foto e vediamo che succede.”
    • Non vale la pena investire tempo, e denaro.”

    E così la casa dei tuoi genitori, dei tuoi nonni, delle persone che hai amato, finisce su Internet fotografata con inquadrature improbabili, disordinata, appesantita da troppe cose, con quell’aria che trasmette tristezza a chiunque la guardi.

    Non è solo un errore nella comunicazione di vendita. C’è qualcos’altro che manca. Non riesco a definire bene cosa sia, ma c’entra il rispetto con l’eredità che tutti noi lasciamo, il retaggio di una vita. Ogni volta che preparo una casa “ereditata”, ogni benedetta volta, mi ritrovo sempre a pensare: “ecco cosa lasciamo, ecco cosa resta di noi quando non ci siamo più”.

    A costo di sembrare cinico, ti assicuro che questo stato d’animo “triste” non pervade solo me, contagia chiunque entri in contatto con la casa, che sia on line o di persona.

    Hai mai acquistato una cosa importante come una casa con tristezza? Ecco…

    Il problema non è la casa. Il problema è come viene presentata.

    Chi eredita una casa merita un agente che capisca cosa sta vivendo

    Se hai ereditato una casa, probabilmente ti trovi in una di queste situazioni:

    • Stai vivendo un momento di dolore, e l’ultima cosa che vuoi è occuparti di burocrazia e visite;
    • Ogni volta che entri in quella casa ti si accendono ricordi che occupano tutta la tua mente;
    • Vorresti vendere, ma non sai da dove cominciare;
    • Hai paura che la casa venga svenduta, che i ricordi vengano calpestati;
    • Oppure, in casi più rari, hai un rapporto complicato con quell’eredità. E anche questo va rispettato.

    In tutti questi casi, l’ultima cosa di cui hai bisogno è di un estraneo che ti dica “lasciala così” e che tratti la casa dei tuoi cari come un numero da vendere un tot. al metro.

    L’approccio alle case ereditate

    Quando prendo in carico una casa ereditata, non mi limito a fare le foto e mettere l’annuncio online.

    Chiedo il permesso di sistemarla, e con tutto il rispetto necessario, la preparo così da aiutarla a mostrare il suo vero potenziale.

    Non è una questione di “trucchi” o “magie”. È un metodo preciso che ho costruito in tanti anni di esperienza, partendo proprio dalle case ereditate.

    Il risultato?

    Case che passano da zero appuntamenti a vendite in poche settimane. Acquirenti che si innamorano sin dai primi passi.

    E soprattutto: la certezza che la casa dei tuoi cari è stata trattata con il rispetto che merita.

    Il Sistema di Vendita Garantita CASA120: molto più di “belle foto”

    Quello che ti ho raccontato finora — la preparazione, le foto, la cura dei dettagli — è solo una parte del lavoro. Una parte importante, certo, ma non basta da sola a vendere una casa al giusto prezzo e nei tempi giusti.

    Nel corso degli anni ho costruito un vero e proprio sistema di vendita che ho chiamato CASA120. Non è un singolo “trucco” o una formula magica. È un metodo completo, fatto di passaggi precisi che si incastrano tra loro.

    Il sistema si basa su tre step fondamentali:

    • Step 1 — Controllo della “vendibilità” e valutazione reale. Prima di tutto verifico che la documentazione dell’immobile sia in ordine per evitare brutte sorprese con i potenziali acquirenti. Poi faccio una valutazione che tiene conto non di numeri astratti, ma di quanto sono disposti a spendere adesso gli acquirenti che cercano una casa come la tua. Se per un immobile come il tuo ci sono solo compratori disposti a pagare 100, è inutile chiederne 120. Allo stesso modo, è dannoso chiederne 80.
    • Step 2 — Preparazione dell’immobile. È quello di cui ti ho parlato oggi. Già dal primo appuntamento la casa deve essere al meglio delle sue capacità. Non ci deve essere nulla che possa rappresentare un problema per l’acquirente, nulla che possa creare dubbi sullo stato di salute della casa. Il potenziale cliente deve entrare e uscire senza avere il minimo dubbio.
    • Step 3 — Campagne di marketing personalizzate. La migliore vendita si ha appena la casa viene messa sul mercato, nei primi 20-40 giorni. Quando rappresenta una “novità” agli occhi dell’acquirente che sta cercando da tempo. “Finalmente, questa è la volta buona” — questo è quello che deve pensare. Avrai una sola volta l’opportunità di sfruttare l’effetto novità. Dopo casa non “crollerà”, ma l’effetto novità sarà passato.

    E poi c’è la garanzia e la rassicurazione:

    Al 60° giorno, se non sei soddisfatto, puoi smettere di avvalerti del mio lavoro e dei miei collaboratori, anche senza dovermi nessuna spiegazione.

    Durante tutto il percorso ti tengo informato ogni settimana su come procede la promozione e cosa dicono tutte le persone a cui viene proposta la casa. Niente silenzi, niente “vediamo che succede”. Report precisi, comunicazione costante.

    CASA120 è nato proprio dalle case ereditate. Sono state loro a insegnarmi che vendere casa non è solo questione di prezzo o di fortuna. È questione di metodo, di cura, di rispetto. Per la casa, per chi l’ha abitata, e per chi la comprerà.

    E alla fine, per te, vendere casa non significherà altro che firmare l’atto e incassare l’assegno. Senza altre preoccupazioni.

    Se hai ereditato una casa e non sai da dove cominciare

    Puoi partire da qui:

    ☞ Vai su https://www.giacomobrandi.com/testimonianze/ e leggi cosa dicono di me i miei clienti, molti dei quali hanno venduto case ereditate.

    ☞ Vai su https://www.giacomobrandi.com/contatti/ e lascia i tuoi dati. Ti chiamerò personalmente per capire la tua situazione e vedere insieme come posso aiutarti.

    Non ti chiederò di “lasciare la casa così com’è”. Ti chiederò di fidarti.

    A presto,

    Giacomo Brandi

    P.S. So che entrare in una casa ereditata può essere difficile. Se preferisci, posso occuparmi io della preparazione senza che tu debba essere presente. Mi basta la tua fiducia e le chiavi.

    P.P.S. Dal 2012 ad oggi il mio metodo si è evoluto e perfezionato. Ogni casa che ho venduto mi ha insegnato qualcosa. Oggi ho un sistema collaudato che funziona, e continuo a migliorarlo.

    P.P.P.S. Se hai già provato con altre agenzie e ti hanno detto “lasciala così”, probabilmente hai capito che quella non è la strada giusta. Chiamami: vediamo insieme cosa si può fare.

  • Caso studio | Casa ereditata venduta in una sera, dopo una lunga preparazione.

    Caso studio | Casa ereditata venduta in una sera, dopo una lunga preparazione.

    Ti sei mai chiesto perché alcune case rimangono in vendita per mesi, spesso anni, mentre altre volano via?

    La risposta non è nel prezzo. È in quello che succede prima di mettere il cartello “vendesi”.

    Ti racconto cosa è successo con l’ultima casa ereditata che ho venduto. Questa storia ti mostrerà come le case ereditate valgono dal 10% al 15% in più di una casa abitata – ma solo se sai come muoverti.

    Inoltre rappresenta le problematiche classiche degli immobili ereditati — e soprattutto quello che accade quando vengono messi in vendita senza prepararli con metodo.

    Era “una casa come tante”

    Nella realtà nascondeva tutto ciò che rovina la vendita.

    Quando sono entrato per la prima volta in questo appartamento, ho trovato la situazione classica delle case ereditate.

    Disabitata da tempo ma soprattutto, abitata negli ultimi anni con la fatica degli ultimi anni.

    Negli ultimi mesi accade sempre la stessa cosa:

    • Si accumulano oggetti
    • Si smette di curare i dettagli
    • Le energie della famiglia sono rivolte altrove

    Il terrazzo, prima bellissimo, pieno di piante e fiori, abbandonato a se stesso era diventato un flebile ricordo di se stesso.

    Dentro casa c’erano molti mobili, molti quadri, molti centrini, molti soprammobili e ovviamente molto altro.

    Visivamente riempiva l’occhio fino a soffocarlo.

    E quando una casa è piena di oggetti:

    • Non si percepiscono gli spazi
    • Non si vede la luce
    • E soprattutto, quando è troppo personalizzata, non ci si immagina la vita futura dentro quella casa

    Che è l’unica cosa che fa innamorare il giusto acquirente.

    Tutto qui? Fosse mai. Il problema non era solo estetico

    Era anche documentale. È un classico.

    Come succede in gran parte delle case ereditate, la documentazione era insufficiente per fare l’atto notarile di vendita.

    Fortuna ha voluto che i proprietari, gli eredi, si erano già accorti che la documentazione non era in ordine e avevano già delegato un tecnico per sistemarla. Un caso più unico che raro.

    La trasformazione: da casa abbandonata a gioiello pronto per l’open house

    Mentre tutti corrono a mettere l’annuncio online, io ho pazientemente aspettato che fosse tutto in ordine.

    Parallelamente alla sistemazione dei documenti, ho iniziato la preparazione dell’immobile:

    • Svuotamento degli arredi e degli oggetti superflui per valorizzare la vendita
    • Sistemazione degli ambienti
    • Recupero del terrazzo
    • Piccoli ritocchi estetici

    E come succede sempre quando una casa torna a respirare, la luce mette in evidenza anche:

    • Piccole macchie di condensa
    • Leggere filature
    • Segni del tempo sui muri

    Difetti normali… ma che agli occhi dell’acquirente diventano frizioni nella decisione.

    Per questo abbiamo scelto di imbiancare e rifinire tutto.

    L’appartamento a quel punto era:

    • Più luminoso
    • Più aperto
    • Più limpido
    • E trasmetteva finalmente una sensazione di ordine e serenità

    Prima di me erano entrate altre agenzie

    E tutte avrebbero immediatamente messo in vendita la casa così com’era

    • Senza aspettare che i documenti fossero in regola
    • Senza preparazione casa per riportarla alla luce
    • Senza studiare una campagna di comunicazione su misura, che facesse vedere i pregi di questa casa alla persona che se ne sarebbe innamorata 

    Io, invece:

    • Ho fatto una stima che teneva conto di come la casa sarebbe diventata una volta preparata
    • Quindi leggermente più alta rispetto agli altri
    • Ma supportata da un metodo preciso di valorizzazione

    I proprietari non mi hanno scelto perché ho fatto una stima più alta.

    Mi hanno scelto perché hanno compreso che:

    1. Prima si risolvono i problemi
    2. Poi si prepara la casa
    3. Poi si costruisce la comunicazione giusta
    4. E solo dopo si va sul mercato

    E questo fa tutta la differenza nel risultato finale.

    L’open house che ha cambiato tutto: 44 famiglie in un sabato pomeriggio

    Tra documenti, lavori e combinazioni sfortunate, abbiamo dovuto rinviare più volte:

    • Prima per l’ondata di caldo torrido di giugno
    • Poi per un problema all’ascensore
    • Poi per i tempi lunghi delle pratiche burocratiche

    Le aspettative erano alle stelle, la pressione pure.

    Ma quando finalmente siamo arrivati al giorno giusto – un sabato pomeriggio di novembre, orario scelto con cura – è successo quello che doveva succedere.

    44 famiglie in poche ore.

    Ti confesso una cosa: l’open house non è il modo furbo di raggruppare gli appuntamenti. È estenuante. Ogni domanda è una negoziazione. Ogni obiezione è una trattativa che inizia.

    Quella sera ero distrutto. Ho dormito 10 ore filate.

    Ma un’ora dopo aver richiuso la porta di casa è arrivata la chiamata:

    “Giacomo, quando possiamo vederci? Questa casa la voglio comprare, non me la faccio sfuggire.”

    Non solo l’abbiamo venduta la sera stessa dell’open house.

    L’abbiamo venduta sopra il prezzo richiesto.

    Con ulteriori condizioni vantaggiose per i venditori che hanno aumentato ancora di più il valore economico dell’operazione.

    E sai qual è il segreto?

    La verità sulle case ereditate che nessuno ti dice

    Le case ereditate hanno un vantaggio nascosto: sono sempre disabitate.

    Questo mi permette di applicare il metodo CASA120 alla perfezione, con un’attenzione maniacale ai dettagli che sarebbe impossibile in una casa abitata.

    Posso:

    • Preparare ogni ambiente fino al dettaglio, facendo e disfacendo tutte le volte che voglio fino a quando non sono soddisfatto;
    • Fare foto professionali negli orari migliori, in tutti gli orari di luce e condizione atmosferica che servono;
    • Organizzare open house senza stress per i proprietari;
    • Mostrare la casa nel suo massimo potenziale.

    Ma soprattutto, posso trasformare quella che per molti è “la casa della nonna piena di ricordi” in “la casa dei sogni di qualcun altro”.

    Le lezioni che ho imparato

    1. Il tempo investito nella preparazione si ripaga sempre: mesi di lavoro preliminare = vendita in una sera
    2. I documenti in ordine valgono più di qualsiasi sconto: ogni incertezza burocratica è un -10% sul prezzo
    3. La presentazione cambia la percezione del valore: la stessa casa può sembrare da 150.000 € o da 180.000 €
    4. L’open house funziona, ma solo se fatto bene: non in qualsiasi momento e non per qualsiasi casa. Fatto male, o utilizzato nei casi inadeguati, può anche essere controproducente

    Non tutte le eredità sono uguali

    Se hai ereditato una casa e stai pensando di venderla, sappi questo:

    Metterla sul mercato “com’è” significa sempre svenderla.

    Ma con il metodo giusto e la pazienza necessaria, quella stessa casa può diventare un sogno che si realizza per il nuovo proprietario in un sabato pomeriggio.

    La differenza?

    Sta tutta in chi scegli per accompagnarti in questo percorso.


    Giacomo Brandi
    Agente immobiliare a Foligno
    Sistema di Vendita Garantita CASA120

    P.S. Vuoi sapere quanto potrebbe valere realmente la casa che hai ereditato? Chiamami al 320 41 09 595. La prima consulenza è sempre senza impegno, ma con tanta sostanza.